Creiamo "Altro"...

venerdì 13 febbraio 2015

Centro AntiVampiri di Mario Corte


 

INTRODUZIONE AL VAMPIRISMO ENERGETICO

Tutte le idee espresse nel vecchio Centro AntiVampiri sono confluite nel volume Vampiri energetici, pubblicato dalle Edizioni il Punto d’Incontro, al quale rimandiamo per ogni dubbio e approfondimento. In questa Introduzione viene riassunto il messaggio contenuto nella prima parte del libro.

Il Vampiro della letteratura è la metafora di un tipo umano estremamente diffuso nel nostro mondo e l’infezione vampirica è da tempo un’epidemia di vaste proporzioni.
Significato del termine energia - Dall’esperienza del Centro AntiVampiri emerge la questione riguardante il termine "energia", che può apparire ambiguo ed evocare significati riferibili a qualche nuova forma di spiritualità o persino alla dottrina di qualche nuova setta religiosa. Ma l’energia di cui si parlava in quel contesto, e di cui si parla nel libro, è qualcosa per cui non vale la pena di scomodare concetti come lo spirito e l’anima, è qualcosa di molto semplice e accessibile a tutti, tanto semplice che qui non si pretenderà neanche di spiegarne la sostanza, esattamente come ogni giorno si parla di sentimenti, stati d'animo, inclinazioni, avversioni, antipatie e simpatie senza per questo doversi arrovellare per enunciarne definizioni religiose o scientifiche.
Se chi scrive, anziché chiamarla energia, la chiamasse asphalôq, e sostenesse di aver appreso quel termine da un extraterrestre o da un angelo o dalla quarantottesima reincarnazione di Imizâr il Saggio che cosa cambierebbe? Forse tanto: sarebbe matto. Perché la parola asphalôq è stata inventata in questo istante e perché Imizâr il Saggio non è mai esistito. Il termine 'energia', nel libro, costituisce solo un codice di comunicazione, niente di più, adeguato o inadeguato come sono tutti i codici di comunicazione tra gli esseri umani. Poiché chi scrive non ha né la presunzione di fare di questo sistema una scienza né l’aspirazione a indossare i paludamenti dello stregone, qui ci si limiterà: 1) a evidenziare che i fenomeni di perdita improvvisa di energia esistono e sono sotto i nostri occhi; 2) a segnalare che tali fenomeni possono essere messi in relazione con la presenza di persone particolarmente brave a giocare certi giochi con la dignità altrui; 3) a suggerire modi per non soffrire troppo a causa di quelli che qui vengono chiamati Vampiri.
Il sistema di analisi delle relazioni quotidiane esposto in queste pagine non solo non è un messaggio religioso, ma neanche propone una spiegazione pseudo-scientifica dei fenomeni che evidenzia. Anzi, lascia alla scienza il compito di spiegare quei fenomeni, e di chiarire le cause psicologiche, neurologiche, mediche, biologiche di certi comportamenti, di certe reazioni emotive, di certi stati psichici e di tutti quegli improvvisi depauperamenti del patrimonio energetico personale che ogni giorno possiamo rilevare in noi stessi e negli altri. L’energia di cui si parla qui è quella cosa senza la quale ci sentiamo più stanchi, più tesi, più frustrati, più amareggiati, più scoraggiati di prima. È quella cosa che si può perdere in una enorme quantità di circostanze in cui la nostra dignità ha subìto una lesione: da una parolaccia stupidamente gridata al nostro indirizzo da un’auto in corsa fino al dramma di essere lasciati dal partner, e anche oltre.
In sostanza, perdere energia significa sentirsi peggio di prima senza aver subìto alcun danno fisico, ma avendo incontrato solo un’umiliazione, grande o piccola che sia. Quello che viene evidenziato è che ci sono persone capaci di manipolare ad arte queste cose e quindi di provocarci volontariamente degli shock o degli stati di abulia emotiva, con il risultato di farci stare peggio di prima.
Che cos’è il Vampirismo energetico - Il vampirismo di cui si parla qui non è quello dei romanzi e dei film dell’orrore. Qui si parla di Vampiri ‘umani’, personaggi che si muovono nel nostro mondo, che agiscono di giorno, che portano i nostri nomi e che esercitano le nostre professioni. Li incontriamo ogni giorno e ogni giorno subiamo il loro assalto. Ma quell’assalto siamo abituati a trattarlo alla stregua di un fenomeno naturale, come il vento, il fulmine, la grandine: lo accettiamo come parte dell’ecosistema. Il volume Vampiri energetici vuole contribuire a creare le condizioni affinché il ‘sistema vampirico’ in vigore nelle nostre città possa essere visto. Se neanche si vede, non si potrà mai affrontare.
Il nutrimento del Vampiro energetico - Il Vampiro di cui si occupa il libro Vampiri energetici si nutre dell’energia altrui, della forza vitale dei suoi simili. È una creatura che ha bisogno di sottrarre energia perché non è soddisfatta di sé e ritiene di non avere riserve proprie per affrontare il mondo che la circonda. È qualcuno che, ancora in vita, si sente già ‘morto’, perché è segretamente convinto di essere una nullità, e si illude di mascherare questa sua vergogna agendo in modo tale da raggirare o umiliare gli altri ad ogni buona occasione. Ogni sua azione, ogni sua parola, ogni suo atteggiamento è funzionale a un "furto di energia".

La Forza-Vampiro - Quello che chiamiamo Vampiro, in realtà, non è altro che una forza, che trova accesso in una persona in particolari condizioni psicologiche ed esistenziali. Chi cade preda di quella Forza, dunque, è certamente una persona, ma è anche un Vampiro, esattamente come un usuraio è indubitabilmente una persona, ma è anche un usuraio. La Forza-Vampiro si impossessa di una persona in seguito a sofferenze, delusioni, lacerazioni, e la manovra, spingendola ad ispirare tutte le azioni della sua vita alla filosofia vampirica. Questo non toglie nulla né alle responsabilità della persona-Vampiro (che ha lasciato entrare quella Forza, che ne sopporta la maligna presenza e che ne sfrutta tutta la malizia) né alle strategie di difesa e di contrattacco che è giusto adottare verso i Vampiri. Anzi, il fatto che si tratta di una Forza rende ancor più legittima un’azione volta a liberare sia prede che predatori dalla minaccia di un elemento alieno e inumano.

Il "dono" del Vampiro - Il Vampiro è soggetto a regole ferree: nel rubare energia deve dare in cambio alla sua vittima un "dono di potere", qualcosa che renda la vittima in qualche modo consenziente. Il dono di potere che il Vampiro ci fa più frequentemente è quello di prestarsi ad accordarci protezione: sui nostri vizi, sulle nostre bassezze, sulla nostra vergogna. Un tipo di gioco assolutamente folle, come la maggioranza dei giochi vampirici. Infatti, poiché egli concede il suo ‘favore’ solo in presenza di vizi, bassezze e vergogne, anche quando non ne abbiamo, dobbiamo darci da fare per procurarceli: solo così potremo ottenere la sua ‘copertura’. Ed ecco che, alla fine, ci ritroviamo ‘protetti’ dal Vampiro contro le conseguenze di problemi che prima non avevamo e senza i quali vivevamo benissimo. Come pagare il racket per essere ‘protetti’ contro gli incendi del nostro negozio proprio dagli stessi che ci minacciano di incendiarlo.

Tracce della perdita di energia - L’aggressione vampirica lascia sempre pesanti tracce nella vittima, anche se quest’ultima, ignara dell’esistenza stessa del meccanismo, non le rileva, oppure le attribuisce a malesseri ed eventi concomitanti come il nervosismo, la tendenza alla malinconia, un improvviso blocco mentale, una debolezza personale, un difetto del carattere. La tipologia dei sintomi derivanti da un’invasione vampirica è molto articolata, ma la mancanza di abitudine ad analizzare certi stati d’animo crea una tendenza generalizzata a evitare il loro approfondimento. Ogni volta che sentiamo venire da dentro strani segnali, scatta il messaggio registrato che ci hanno insegnato: "Quanto sei complicato! Smettila di farti le paranoie!". Purtroppo, finché tratteremo così i nostri sentimenti, le nostre impressioni, le nostre intuizioni, non impareremo a difenderci dai Vampiri. Anzi, lasceremo il campo completamente libero alle loro scorribande. Il Vampiro, infatti, rispetto a noi, ha un vantaggio fondamentale: che lui le paranoie se le fa e come, nel senso che non trascura alcun particolare per ottenere ciò che gli interessa.

Sintomi dell’aggressione vampirica - La presenza di un Vampiro può produrre fastidio, ansia, nervosismo, inquietudine, tensione, euforia, riduzione dell’attenzione, diminuzione della sensibilità e tanti altri stati di alterazione del comportamento normale. Ma il sintomo che quasi sempre insorge dopo l’incontro con un Vampiro, quando l’energia se ne è già andata, è uno stato di insoddisfazione, di scontentezza, una sensazione di ostilità da parte della realtà. Si tratta di situazioni che – specialmente quando si è obbligati dalle circostanze a condividere molto tempo con un Vampiro – possono sfociare in malesseri fisici di vario genere, come mal di testa, blocchi digestivi, inspiegabile debolezza, tosse nervosa. In certi casi, i malesseri possono trasformarsi in disturbi più seri, o in malattie. Dopo un incontro vampirico, in ogni caso, ci si sente sempre inspiegabilmente ‘sotto tono’, o un po’ abulici, malinconici, sfiduciati, astratti. Comunque, incapaci di uscire da una sorta di immobilità delle emozioni, di stagnazione delle energie migliori.

Come avviene il ‘contatto vampirico’? - Se fossimo in grado di rivedere fotogramma per fotogramma le scene che ci hanno visti condividere anche un breve lasso di tempo, ci accorgeremmo che la perdita di energia non dipende soltanto da ‘qualcosa di negativo’ che il Vampiro porta in sé, ma da una serie di suoi piccoli atti di malignità, o di provocazione, o di maleducazione, o di semplice mancanza di gentilezza, come non rispondere a una nostra domanda o lasciar cadere nel vuoto una nostra osservazione o non ricambiare un sorriso. Atti che sono pieni di sostanza negativa, ma che, se denunciati, si svuotano di quella sostanza e diventano semplici mancanze di forma. Così noi, se ci siamo offesi, vuol dire che siamo formali, mentre lui, che è pratico e va al sodo, è una persona di sostanza. Un gioco pressoché perfetto: lui, infrangendo certe regole in vigore tra le persone civili, ci ha obiettivamente offesi; noi, pur notando il suo comportamento, magari non ci siamo neanche offesi; ma se parleremo di quella circostanza faremo la figura di chi si offende. Quindi, si può dire che non solo non ci accorgiamo di certi giochi perché cadiamo in una sorta di ipnosi vampirica, ma anche perché sarebbe troppo faticoso gestirli, una volta preso atto che esistono.

Il Vampiro non condivide mai uno stato d’animo – Con un Vampiro si può condividere lo spazio, o un’attività, ma non uno stato d’animo. Gli esseri umani, anche in situazioni di non particolare confidenza, di contatto superficiale, hanno bisogno di condividere uno stato d’animo, di essere anche superficialmente accettati e di accettare le persone che hanno di fronte, scambiandosi una comunicazione che, per quanto convenzionale, è comunque umana. Il Vampiro, invece, non scambia nulla e non accetta trasmissioni di stati d’animo. Una persona abituata al contatto umano, dunque, davanti a un Vampiro non potrà che sentirsi in imbarazzo. Il Nulla che il Vampiro diffonde è come una vertigine che assorbe tutto, che fa salire la soglia della tensione fino a farci sentire imbarazzati anche se siamo abituati a stare in mezzo alla gente e ad avere contatti con il pubblico. Ciò che più profondamente ci imbarazza è la sensazione che a quella persona non interessi nulla di noi, che abbia un suo fine personale da perseguire e che, anche se noi rientriamo in qualche modo nei suoi programmi, vi rientriamo in qualità di oggetti, non di persone.

Il blocco mentale vampirico - Il rischio di ritrovarsi in balìa dell’imbambolamento vampirico può capitare sia durante una transazione d’affari sia in una qualunque circostanza in cui la posta in gioco non è il denaro, ma è l’affetto, l’amicizia, la solidarietà, la dignità o qualunque altro materiale ‘sottile’. L’esempio più efficace è quello dell’acquisto indesiderato. Tutti ci ricordiamo di quelle occasioni in cui, contro la nostra volontà, abbiamo vissuto l’assurda situazione di ritrovarci in mano un oggetto che non volevamo acquistare e che non sapremo mai perché abbiamo comprato. In un mercato, o in una fiera, o altrove veniamo fermati e quasi fisicamente catturati da qualcuno che ci recita una formula magica: "A che cosa è interessato, esattamente?", o "Ha mai sentito parlare dell’XYZ?", o "Venga qui, solo un momento - senza impegno - non si spaventi - anzi, si accomodi, si sieda un attimo". Una conversazione fatta controvoglia, un finto interesse dimostrato verso la proposta (quasi sempre per non offendere l’interlocutore), la pungente nostalgia di quando – pochi momenti prima - eravamo felici e liberi di andare dove ci pareva… Poi, dei fogli inquietanti e una penna in mano per firmare qualcosa, o una calcolatrice al lavoro mentre il prodotto viene già infilato in un una busta… Il gioco è fatto. Di quei brevi ma interminabili momenti ricorderemo solo un persistente, inesplicabile blocco mentale.

L’ipnosi vampirica - Di fronte al Vampiro siamo come ipnotizzati: davanti ai nostri occhi sfilano immagini enigmatiche, ogni sua frase reca messaggi oscuri. Di fronte a quei messaggi i nostri sensi sfiorano le parole senza soffermarsi su alcuna di esse e il blocco mentale continua a neutralizzare qualunque nostro sforzo di restare in contatto con la realtà. Durante l’invasione vampirica noi vediamo, sentiamo, percepiamo, ma in modo stranamente attutito; non siamo in grado di pensare coerentemente: siamo come soggiogati. In qualche modo sappiamo che tutto quello che ci scorre davanti è una specie di sogno, che le parole pronunciate dal nostro invasore servono solo al raggiungimento del suo scopo; ma ciononostante sappiamo che finiremo per cedere. Forse per farci apprezzare da lui; o forse per non indispettirlo; o forse per uscire al più presto dall’incubo della sua presenza. Nel nostro orizzonte, in quei momenti, c’è solo il nostro invasore con i suoi irresistibili tentacoli, e noi siamo sostanzialmente in sua balìa.

Il bisogno di compiacere il Vampiro - La presenza invasiva del Vampiro, la sua carica negativa, la sua fame di energia sono fattori psicologici talmente pesanti da sostenere, che spesso non si può fare altro che tentare di attenuarli attraverso la loro trasmutazione in una specie di piacere. Un piacere masochistico, ovviamente, che a volte prende persino i tratti di una sorta di onore per il fatto di essere stati scelti come vittime. Questo esito dell’aggressione vampirica può riguardare tanto dimensioni affettive quanto relazioni professionali, affaristiche, politiche. A molti è capitato almeno una volta di trovarsi davanti a un personaggio di onestà assai dubbia ma ammantato di un alone di potere, e provare contemporaneamente un senso di ripugnante estraneità e di infiammata disponibilità a compiacerlo in ogni modo. Egli alterna atteggiamenti vòlti a farci sentire delle assolute nullità al suo confronto con altri più bonari e apparentemente umani. Questi ultimi completano la cattura. Basterà un suo sorriso, un suo ammiccamento, un gesto di confidenza per farci vibrare di un’emozione aliena, misteriosa, che ci spingerà ad assumere atteggiamenti e a compiere atti improntati a una totale accondiscendenza nei suoi confronti. Compiacerlo sarà per noi il più grande onore.

I genitori-Vampiri - La più vigliacca delle aggressioni vampiriche è quella contro i bambini. L’aggressione contro gli innocenti si riconosce facilmente: il genitore-Vampiro, infatti, tende sempre a fare in modo che i bambini non si ‘allarghino troppo’, che non si illudano di essere troppo importanti, insomma vuole ridurli all’impotenza, trattandoli come se fossero degli idioti irrecuperabili, non degli esseri umani che si stanno evolvendo. Li umilia, li impaurisce e li fa sentire colpevoli di essere come sono: in sostanza, colpevoli di esistere. E loro cominciano a diventare ‘strani’, e più diventano strani più il genitore-Vampiro li mette di fronte alla loro stranezza, convincendoli che sono ‘oggettivamente’ strani. Allora cominciano ad ammalarsi di tante piccole, ‘strane’ malattie: leggeri disturbi, nuove ‘stranezze’, insomma. Creano tanti problemi, insomma. A quel punto, il genitore-Vampiro diventa ‘giustamente’ più duro, più severo; cerca di trasmettere loro il messaggio che, se continuano così, saranno solo un peso, altro che la gioia di mamma e papà. E allora loro si ‘vendicano’ stando sempre peggio, psicologicamente, ma talvolta anche fisicamente, in una spirale dalla quale potrebbero non uscire più.

L’usurpazione del tempo - Una delle tipiche modalità di approccio del Vampiro consiste nell’accostarsi alla vittima per sottrarle del tempo che essa aveva intenzione di usare diversamente. Per ottenere il tempo altrui, spesso il Vampiro ricorre a piccoli atti di maleducazione, importunando il prossimo per sondarne la disponibilità alla cessione di energia. Quante volte ci è capitato di incontrare qualcuno che, di punto in bianco, alla fermata dell’autobus o in qualche altro luogo pubblico, ci rivolge la parola come se ci conoscesse e subito comincia ad esporci i suoi punti di vista, quasi sempre negativi e risentiti, su qualcosa o qualcuno? Di solito si tratta semplicemente di una persona che ha voglia di parlare, di sfogarsi, di trovare un uditorio alle sue istanze contro il governo, o il comune, o i trasporti urbani, o i giovani d’oggi. Un personaggio innocuo, certo. Ma, guarda caso, un personaggio che generalmente ha qualcosa di rigido e di perentorio da dimostrare, che ha una scarsissima disponibilità a dialogare alla pari con gli altri e che quanto prima ci chiederà un’adesione acritica al suo punto di vista, condizionando la sua approvazione nei nostri confronti al grado di affinità delle nostre opinioni con le sue. Verso qualunque direzione politica siano orientate le sue idee, si aspetterà che noi le condividiamo, pena la nostra svalutazione. Il suo fine, dunque, è ottenere la nostra attenzione, ma non per dialogare, solo per avere conferme.

Il Vampiro fa pena - Dietro la capacità di gestire a proprio vantaggio il tempo altrui si cela anche un altro punto nodale della nostra ricerca: la misteriosa pietà che il predatore suscita nella preda. Questa dimensione pervade ampie zone dei comportamenti umani e spesso determina situazioni paradossali. Il Vampiro ci strappa adesioni, consensi, attenzione, sostegno, a volte denaro, utilizzando il materiale della pietà in modo astuto e sapiente. Viene a farci pena. A volte egli è persino più grande, più realizzato, più ricco, più potente di noi. Ma viene a farci pena per ottenere energia. Ci trasmette una sorta di confusione mentale e noi lo stiamo a sentire come automi, senza neanche provare sentimenti, ma comunque soggiogati. Dietro la scoperta del ‘potere della pietà’ c’è forse una piccola rivoluzione, una chiave di volta dei rapporti tra gli esseri umani, la possibilità di una lettura più attenta dei sentimenti che contano e di quelli che non contano, l’acquisizione di una confidenza più profonda con gli slanci di umanità che davvero servono e con quelli che producono solo cibo effimero per fantasmi effimeri. È indispensabile capire che accordare quel genere di pietà al Vampiro significa prendersi la responsabilità di imporre alle persone che amiamo la vista di una misera contraffazione della vera pietà umana; per quelli che ci vogliono bene, infatti, non c’è niente di più squallido che vederci cedere alla pena per i Vampiri, che non ci amano e che vogliono rapinarci, e poi irrigidirci e porre dure condizioni a loro, che invece ci amano.

La negazione del riconoscimento - La negazione del riconoscimento dei meriti ha obiettivi tendenti a limitare il raggio d’azione di qualcuno perché "non si allarghi troppo". È uno schema vampirico che può scattare sia in un ambiente dove la competizione è parte del gioco sia in una comunità i cui componenti dovrebbero, invece, collaborare assieme per perseguire un fine comune. Scatta spesso in famiglia, e nei rapporti di amicizia è molto più frequente di quanto non si possa credere. La modalità di applicazione – come per tutte le azioni vampiriche - è di solito molto palese e a volte spudoratamente evidente, anche se, essendo molto dolorosa, raramente viene portata a coscienza dalle vittime. Il Vampiro svolge la sua azione screditando i risultati ottenuti dalla persona e suggerendo che essi non hanno molto valore, oppure si debbono alla fortuna, o a certi appoggi, o a un talento che si limita esclusivamente a un determinato campo e che mai e poi mai potrebbe esprimersi se non ci fossero altri a sopperire a certe sue carenze fondamentali, sacrificandosi al suo posto per pura generosità. Il Vampiro agisce sugli ‘ingenui’ che ancora non hanno capito come stanno le cose, che ancora credono nei meriti della vittima, che ancora la trattano con rispetto. Ed ecco che l’ambiente, attorno alla vittima, si fa stranamente freddo. Gli stessi che prima la accettavano serenamente, ora la guardano con una vigilanza nuova, con fare sospettoso. Insomma, il Vampiro può agire in vari modi, tutti micidiali perché basati sulla sua abilità di manovrare l’ambiente circostante, di manipolare l’idea che si ha della vittima.

La negazione della dignità - Tralasciando tutte le situazioni più gravi di umiliazione e di sopraffazione che ogni giorno abbiamo sotto gli occhi (e che sono una sorta di ‘estensione’ dei comportamenti vampirici più elementari), basterà porre attenzione alla qualità delle relazioni più spicciole tra esseri umani per accorgersi di quanto il sistema vampirico lasci pochissime vie d’uscita. Proprio nelle relazioni spicciole, infatti, sta scritto il successo o l’insuccesso del sistema vampirico in una società. Affinché la privazione di dignità scatti, basta che un predatore decida di imporre la sua legge a un essere umano: negandogli qualunque gesto di gentilezza, ignorandolo, evitando di guardarlo negli occhi mentre parla, non rispondendo alle sue domande, interrompendolo, facendolo apparire ridicolo, rifiutando di stringere la sua mano tesa, insomma trattandolo come se la sua stessa esistenza fosse un fastidio facilmente evitabile. La persona che riceve questo ‘trattamento’ non ha più scelta: può accettare con sottomissione quanto sta avvenendo oppure reagire con superiorità, concludendo: "Ma sai quanto me ne importa a me di questo zotico deficiente…". Qualunque scelta si faccia, si sarà obbligati a entrare in una logica aliena, secondo la quale gli uomini non sono affatto uguali: o uno si sente superiore a un altro e questo accetta di essere inferiore, oppure entrambi si sentono superiori e si disprezzano l’un l’altro. Fare una scelta significa accettare, d’accordo con il Vampiro, la sostanziale ineguaglianza tra gli uomini.

L’uso vampirico della dipendenza affettiva - Si diventa Vampiri perché si ha paura che le proprie lacune umane e psicologiche vengano scoperte. E chi, più di qualcuno che ci vuole bene e che magari ci vive accanto, ha la possibilità di scoprirle? Ed ecco attivarsi tutti i sistemi di difesa possibili per difendere i propri difetti e trasformarli, con un’azione che ricorda la magia nera, in qualità straordinarie, leggendarie, quasi sovrumane. Le caratteristiche più negative, più pesanti, più appuntite di una personalità divengono magicamente attributi da ammirare e venerare, perché confluiscono in un tutt’uno mitico, quasi divino. Il turpiloquio, la prepotenza, l’ottusità, la più spietata pressione psicologica, persino la violenza fisica diventano una parte accettabile, buona della quotidianità, quando si abbraccia questa sorta di culto della personalità. Spesso, purtroppo, non c’è alternativa. Gli esseri umani hanno bisogno d’affetto, e si accontentano anche delle briciole, se necessario. A volte sono obbligati ad accontentarsi di un cibo affettivo avvelenato dalla frustrazione, dall’infelicità, dalla violenza. Ma è pur sempre un cibo. Non c’è crimine più grande che dare un serpente a chi chiede pane, cioè un sano alimento affettivo per poter vivere e crescere. Eppure, quel crimine lo commettono in molti. Chiunque non riesca a resistere alla tentazione di ricattare gli innocenti con l’arma dell’affetto, diviene un Vampiro. Magari un povero, misero Vampiro. Ma, comunque, un nemico e uno sfruttatore dell’innocenza, e quindi, in definitiva, un mostro.

Le "sei tesi del vampirismo affettivo" – 1) Io mi sento una nullità e per questo mi odio; 2) io voglio allentare la tensione della mia condizione dominando su qualcuno; 3) tu mi vuoi bene e non puoi vivere senza il mio affetto; 4) se ti presterai ad accettare il mio dominio, avrai il mio affetto; se non lo farai, non solo ti negherò l’affetto, ma ti renderò la vita impossibile; 5) le modalità di accettazione del mio dominio consistono nella venerazione dei miei difetti e nella mitizzazione della mia personalità; 6) ora conosci la mia legge: vedi di comportarti di conseguenza.

Il Vampiro approfitta della confusione affettiva - La vasta applicazione del sistema vampirico determina una generalizzata distorsione della valutazione di difetti e qualità. Immersi come siamo nell’universo vampirico, spesso finiamo per scambiare un difetto per una qualità e viceversa. Ogni volta che incontriamo una persona disposta a volerci bene, o semplicemente a darci attenzione "gratuitamente", senza ricatti, potremo anche apprezzare questo atteggiamento, e persino provare una grande ammirazione per quella persona, o magari addirittura innamorarcene; ma la nostra infatuazione per qualcosa di così diverso da ciò che conosciamo rischia di avere vita breve. Presto rileveremo in questi individui qualcosa di troppo alieno per essere sostenuto, e cominceremo a svalutarli proprio perché non ci sottopongono ad alcun ricatto. Scambieremo la loro disponibilità per debolezza e la loro serenità per povertà di spirito, e presto cominceremo a soffrire di crisi di astinenza dalla ben nota dimensione del ricatto permanente. È la storia di tanti rapporti di coppia, in cui un partner che dona affetto senza dettare dure condizioni finisce per deludere, perché non provoca quella particolare vertigine, quel particolare brivido che si ritiene parte integrante di una cattura affettiva. Il brivido del Vampiro, appunto.

L’asservimento delle coscienze incerte - L’uso vampirico di allentare le tensioni attraverso l’umiliazione degli innocenti è una grave minaccia sociale. Una parte della società, infatti, intrappolata com’è nella rievocazione dello schema del ricatto affettivo, fa sempre il gioco del Vampiro, riproponendo all’infinito la propria scelta di preferenza verso i prepotenti e di sacrificio degli innocenti. Il fatto di aver vissuto condizioni di ricatto affettivo, determina in una parte del sostrato sociale uno stato di solitudine che spesso sfocia in scelte irrazionali e ingiuste anche in ambiti in cui non sono per nulla attive implicazioni affettive. Così, non sarà affatto raro il caso del dipendente che verrà infiammato da un’intima ammirazione per un padrone astuto e disonesto (di cui magari aspirerà a diventare il braccio destro) e che invece, quando si troverà alle prese con una situazione di lavoro basata sull’onestà e la chiarezza, la svaluterà e la rinnegherà. Questa tendenza, portata alle estreme conseguenze, spiega perché molte volte, nel corso della storia, a una proposta di gestione democratica della vita pubblica si è preferito il ricorso alla dittatura. La democrazia, infatti, chiede solo il rispetto di alcune semplici regole; la dittatura, invece, sottopone il popolo allo stesso ricatto al quale si è sottoposti in tanti sodalizi affettivi, sostituendo all’erogazione dell’affetto la concessione di un trattamento di favore da parte del partito.

Affrontare il Vampiro - Il Vampiro va affrontato. Fa tanta paura, ma va affrontato. Può far paura perché è prepotente o perché è ottuso o perché ci trasmette un tale senso di pietà che temiamo di sentirlo gridare di dolore come una belva ferita, e allora preferiamo dargli il nostro sangue. E invece va messo di fronte a se stesso ed eventualmente aiutato a riparare al male che ha fatto. Non dobbiamo temerlo, perché ha tanti punti deboli. Anzi, si può dire che è tutto un punto debole, sebbene non faccia altro che ostentare il suo potere. Il primo dei suoi punti deboli consiste nel vivere nel mito di se stesso: rimprovera agli altri la loro scarsa aderenza alla realtà e poi, invece, cede in continuazione ai voli illusori della retorica di sé e del suo potere. Un Vampiro è sempre anche un mito, ma un mito falso, un mito senza fondamenta. E poiché dietro un falso mito si nasconde sempre una vergogna, non bisogna né temerlo né tantomeno assecondarlo, ma semplicemente inseguirlo, raggiungerlo e metterlo di fronte a se stesso, di fronte a uno specchio in cui lui (come i Vampiri della tradizione, che nello specchio non si riflettono) possa vedere riflesso il suo Nulla.

Rispettare il Vampiro - Per poter compiere la delicata operazione di mettere il Vampiro davanti allo specchio, bisogna fare proprio quello che non vorremmo mai fare, e che anche lui teme mortalmente, come il Vampiro della tradizione teme la croce: dargli rispetto. Ma non rispetto per il suo potere, rispetto per lui. Rispetto umano, non elogio servile al potere con cui si identifica. Nell’attimo in cui, sotto la tempesta di una sua aggressione, ci troveremo al bivio dove la scelta è tra soccombere a lui o ignorarlo con superiorità, dovremo ricordargli, in qualche modo, che gli uomini sono uguali, e che lui - ci creda oppure no - non è nato né migliore né peggiore degli altri. Il simbolo del paletto nel cuore del Vampiro caro alla tradizione e alla letteratura, non vuol dire altro che questo: che per riconquistare quell’essere alla grazia di Dio (cioè alla pace con se stesso e con gli uomini), dobbiamo toccare il suo cuore, infiggendovi il cuneo di questa verità tanto sacra quanto dura da accettare: che gli uomini sono tutti uguali.

Le reazioni del Vampiro - Se tenteremo di dare rispetto al Vampiro, avviando con lui un dialogo a proposito dei suoi comportamenti che umiliano e feriscono, lui comincerà a sciorinare tutto il suo repertorio di luoghi comuni vampirici: ci tratterà come dei malati mentali, ci ridicolizzerà e dirà che ci siamo inventati tutto, oppure si offenderà e sosterrà che abbiamo una visione ingiusta delle cose e che le nostre reazioni sono la prova dal fatto che siamo permalosi, scontrosi, fragili di nervi, inadatti a vivere tra la "gente normale" e in particolare ad avere rapporti con persone come lui, concludendo che, vista la nostra suscettibilità, d’ora in avanti si guarderà bene dall’essere sincero con noi. Il Vampiro, insomma, ha un ricco repertorio di reazioni difensive. Ma la sua aggressività, il suo vittimismo, la sua superiorità, il suo sentimentalismo sono tutte imitazioni di sentimenti usate ad arte per evitare che il suo gioco vampirico venga scardinato; in realtà, lui non prova niente, come al solito. Talvolta, la reazione sarà quella della "confessione finale": lui è diventato così PER FORZA DI COSE; è diventato così perché la vita lo ha colpito duramente, insomma ha imparato a vivere, e chi impara a vivere impara anche a non farsi tanti scrupoli. Del resto – come recita il seguito della sua Regola - Perché mai dovrei farmi tanti scrupoli quando nessuno si è mai fatto scrupoli con me?

La "sincerità" del Vampiro – Uno dei titoli d’onore di cui il Vampiro si fregia con più frequenza è quello della "sincerità". Il Vampiro, infatti, spesso rafforza il proprio mito affermando di essere qualcuno "che parla in faccia", un raro e prezioso rappresentante di una razza in estinzione: quella dei sinceri, degli schietti, dei genuini, di quelli che non hanno "peli sulla lingua". Sulla lingua forse no, ma sul cuore è da vedere. La loro sincerità, infatti, consiste quasi sempre nel dire agli altri cose sgradevoli o nell’emettere sentenze squalificanti. Il Vampiro, in nome della "sincerità", fa a pezzi la sensibilità e spesso la reputazione degli altri, gabellando per un valore morale quella che è solo una smania bestiale di prevaricazione. Ma non lo fermeremo mai se non ci convinceremo che la vera sincerità è la sincerità del cuore, e non quella della lingua. Una sincerità che il Vampiro non riesce a concepire e che non consiste affatto nel dire negro al negro, guercio al guercio e storpio allo storpio. O peggio nell’immaginare di vedere negli altri difetti che non hanno e sbatterglieli in faccia. La sincerità del cuore è una cosa molto diversa, perché si fonda sul rispetto per la sensibilità altrui. Anzi, solo grazie al fatto di non infierire sugli altri (nel linguaggio del Vampiro: "non essere sinceri"), possiamo riuscire ad aiutare le persone in difficoltà ad avere un più stretto contatto con la propria dignità. Il Vampiro, invece, nell’infierire sui più indifesi, magari con la scusa di "spronarli" ma in realtà per soddisfare la sua fame di energia, li spingerà inesorabilmente verso la distruzione.

I sentimenti secondo il Vampiro - Nel mondo dei Vampiri, qualunque sentimento profondo è qualcosa di strano, complicato e indecifrabile, oltre che inutile. I Vampiri vorrebbero farci credere che restare in contatto con i propri sentimenti voglia dire solo provare grandi passioni poetiche o commuoversi facilmente, ma invece può voler dire tante altre cose: rispondere con gentilezza a qualcuno che è gentile con noi e con riconoscenza a qualcuno che in modo disinteressato ci ha dato qualcosa; cercare di offrire occasioni a chi non ne ha, essere tolleranti verso chi sbaglia in buona fede, saper vedere un merito e premiarlo con un riconoscimento anche simbolico, ma reale quanto quel merito; guardare dentro l’animo umano e sapervi scorgere i segni dell’onestà, e sapersi comportare di conseguenza; non esitare neanche un attimo a fare qualunque cosa per salvare una vita e non tollerare mai che si compiano violenze contro gli innocenti; e tante altre cose con la stessa matrice di queste. Il giorno in cui ci sveglieremo senza sentimenti, saremo già Vampiri.

Il sentimentalismo del Vampiro - Purtroppo, fin da piccoli ci confondono le idee sull’argomento ‘sentimenti’, al punto che diventa praticamente impossibile distinguere tra sentimenti e sentimentalismo. Il sentimentalismo è una contraffazione del sentimento, tendente a creare concetti che grondano retorica proprio perché sono vuoti di contenuto. Sentimentalismo è, per esempio, l’idealizzazione dei "bei tempi andati", oppure la mistica del "povero me", che spesso cela, dietro la falsa smorfia di dolore del vittimismo, obiettivi egoistici e vampirici; per non parlare dell’adesione romantica a una cosiddetta "fede", con una vasta gamma di variabili che possono andare dall’attaccamento acritico a un’idea politica fino a un’idea razzista o ultranazionalista, dal fanatismo cieco per una "bandiera" sportiva fino a ogni forma di oltranzismo anti- (anti-comunista, anti-americano, anti-islamico, anti-ebraico, ecc.) Il sentimento è qualcosa di più profondo e articolato. È quello che, saggiamente associato all’uso dell’intelligenza, suggerisce a due genitori il modo per rendere i propri figli degli esseri liberi, o porta un popolo a ribellarsi a un tiranno e vincere, o produce le grandi intuizioni umane, siano esse filosofiche, letterarie, religiose o scientifiche. Tutte cose che non ammettono surrogati. Si può dire che il sentimento è il tappeto volante delle fiabe: un oggetto sottile, morbido, flessibile, senza niente di rigido, senza né vele né motori né meccanismi né trucchi nascosti, ma prodigiosamente agile, duttile e capace di portarci, chissà come, fino alle stelle.

martedì 7 ottobre 2014

Mahat: Uomo Nuovo?


Quando incontrai la prima volta Mahat mi colpì il suo sorriso che sembrava parlasse chiaro e forte e che rassicurando dicesse: "fratelli e sorelle miei siate tranquilli"!!
Eravamo a San Benedetto del Tronto alla conferenza di Masaru Emoto, quando ad un certo punto abbiamo sentito un tonfo nella sala e di colpo tutta la sala si è girata aspettandosi il peggio. Era caduta la telecamera di Mahat il quale con un grande sorriso ci disse di stare sereni… la sala tirò un respiro di sollievo sincronizzato.

Sono un’antropologa e mi considero una ricercatrice indipendente, con una grande passione per la pacifica società gilanica, la nostra grande eredità europea. L’antica Europa, il Medio-Oriente, l’Anatolia e Creta minoica possono essere definite società gilaniche, cioè sistemi sociali equilibrati: né patriarcali né matriarcali. 
Esistono due modelli base di società: il primo è quello dominatore, cioè quello che viene comunemente detto patriarcale o matriarcale, dove vige il predominio di una parte dell’umanità sull’altra; il secondo è quello mutuale in cui le relazioni sociali si basano principalmente sull’unione e sulla collaborazione, dove diversità non è sinonimo di inferiorità né di superiorità.
Il mio più grande desiderio è quello di realizzare la società gilanica attualizzata al presente, anche perché sono convinta che, se veramente ci vogliamo salvare in quanto specie vivente, non credo abbiamo altra scelta...

Infatti utilizzando i modelli di organizzazione sociale dominatore e mutuale per l’analisi del nostro presente e nostro potenziale futuro, possiamo iniziare a superare le consuete dicotomie, tra destra e sinistra, capitalismo e comunismo, religione e laicismo, maschilismo e femminismo, comprendendo il quadro più ampio che deriva da una considerazione omnicomprensiva della realtà.
Un altro elemento importante da considerare in questa analisi è l’istinto di conservazione insito negli esseri umani, insieme al bisogno di unione. Questi impulsi “evolutivi” della nostra specie, oltre che agire per la sua salvezza, stimolano, gli animi più sensibili, anche ad avere coscienza della necessità di trasformare il sistema tuttora persistente da dominatore a mutuale.

Soprattutto tra gli individui più svegli che si fanno le giuste domande sulla realtà attuale, su come uscirne e come trasformarla, c’è una crescente consapevolezza che la nuova e maggiore coscienza della nostra mutualità globale dipenda da un riesame e da una trasformazione fondamentale dei ruoli sia dell’uomo che della donna, per iniziare finalmente a sperimentare cosa significhi vivere come "esseri umani completi".

Mi ero sempre chiesta come poteva essere l'uomo (il maschio) di un futuro mutuale?

Conosciuto Mahat arrivò la risposta... Mahat è uno dei pochi uomini che conosco con la mente connessa al cuore, un cuore grande che abbraccia e riscalda chiunque incontra, nonostante i propri limiti individuali che non ha bisogno di nascondere.

Emisfero sinistro collegato all'emisfero destro, un equilibrio che non svilisce né il femminile né il maschile, indirizzando così ogni sua azione verso la preservazione della specie con soluzioni ispirate e creative. Infatti solo quando si è connessi al cuore includendo e ascoltando con rispetto la realtà femminile si riesce a vedere la vera Giustizia, quella divina, naturale.

Ancora oggi il voler essere "politically correct" a tutti i costi, essere "ubbidienti" sotto una piccola classe dominante di un sistema sociale basato sulla violenza e la predazione, indica solo che si è complici dello stesso sistema psicopatico-parassita, non certo un/a bravo/a ragazzo/a. 
Sarebbe ora di rivedere che cosa significa essere “bravi ragazzi” o “brave persone” perché è giunto il tempo della consapevolezza e della caduta dell'inganno perpetrato su un popolo di ciechi.

Quando ho visto l'infinito Amore e Coraggio nel sorridente Mahat, amante della vera Giustizia, ho compreso quali potevano essere le caratteristiche dell'Uomo Nuovo Mutuale... e so anche per certo che chi è veramente bravo/a è connesso/a al Cuore!

Angela-Patrizia 

martedì 29 luglio 2014

Vuoi essere libero/a dal sistema? Ecco come...


Grazie Kate of Gaia



Babilonia è crollata
di kate u/v kaia
1.
NOME: la soluzione al gioco del sistema/ CORONA BRITANNICA.
Il NOME
è il fulcro dell 'intero costrutto legale/di controllo. Senza un NOME
LEGALE, che rappresenta il tuo consenso ad essere chiamato NOME, i
vampiri del sistema non possono nutrirsi della tua energia vitale. E'
solamente il nostro pieno CONSENSO ad essere/utilizzare/avere un
NOME LEGALE/Marchio della Bestia e il contratto spirituale che ne
consegue a porre noi nelle condizioni di SCHIAVI in pieno valore ed
efficacia e loro PADRONI. Per avere una PROVA di questo, guardati
intorno ed osserva in quanti ambiti della tua esistenza/vita viene
utilizzato il NOME e ti renderai conto dell'effettivo potere di controllo che
il sistema esercita su di te.
2.
REGISTRO/REGISTRAZIONE
etc. : Qualunque/tutte le cose registrate
vengono INTERAMENTE CONSEGNATE consensualmente alla CORONA
BRITANNICA senza NESSUN ricorso legale fintantoché il tutto non venga
smascherato e venga dimostrato l' INTENTO consapevole/inconsapevole
da parte di coloro che servono la CORONA BRITANNICA di commettere
frode.
es. Un bambino che viene REGISTRATO grazie al consenso inconsapevole dato
per via della mancata conoscenza di ciò che realmente è la REGISTRAZIONE,
diviene PROPRIETA' DELLO STATO. L' INTENTO originale dei servi della CORONA
BRITANNICA è infatti proprio quello di indurre i genitori a relegare
inconsapevolmente i propri figli alla schiavitù animica, e dunque, fisica. E'
l'anima ciò a cui sono interessati realmente, tienilo presente.
3.
SOLDI,ORO,ARGENTO,ASSET,BITCOIN ecc.
Sono TUTTE illusioni di valore
quando sei TU ad essere il vero creatore di tutte le manifestazioni fisiche.
Il denaro, valore esterno, ha giocato il ruolo di intermediario, la terza
parte che ha reso possibile il fluire verso l'esterno del tuo potere. Il
denaro o quanti per lui hanno valore solamente se uno è stato portato a
credere che ne abbiano. Quest' illusione è il diversivo massimo e il
devastatore di tutte le anime creatrici. TUTTO il denaro è basato sul
CONTRATTO animico conosciuto come CERTIFICATO DI NASCITA.

4.
CERTIFICATO DI NASCITA:
IL CONTRATTO DEL PECCATO ORIGINALE. Il
NOME che credi/asserisci sia il tuo NON è una tua creazione. Il tuo
"supposto NOME" è stato creato dai tuoi genitori/familiari/genitori
adottivi, NON DA TE. Questa è una CREAZIONE ORIGINALE resa manifesta
da altri che sono a loro volta REGISTRATI e rendendoli di fatto, come
prima affermato, PROPRIETA' DELLA CORONA BRITANNICA. E' su questo
inganno che la TUA anima è stata ed è asservita ed è sempre su questo
inganno che viene creata TUTTA LA MONETA/ DEBITO. Un BOND
DEBITORIO è stato collocato nel tuo CERTIFICATO DI NASCITA, un bond
costituito da TASSE, PRESTITI, DEBITI che il ragazzo dovrà poi ripagare
essendo parte di questa FRODE ai danni dell' umanità.
es. Se ci si aspetta che un uomo debba pagare delle tasse ecc. nell' arco della
propria vita, quel BOND assume un VALORE DEBITORIO. Un bambino nato in
una famiglia benestante avrà un bond debitorio più elevato rispetto a coloro
che provengono da famiglie con reddito più basso. Questo è commercio di
schiavi ai massimi livelli che "divide e domina" l'umanità nel sistema
SCHIAVISTICO/GERARCHIZZATO dell'intero pianeta.
5.
COMANDO E CONTROLLO:
Le corti i governi rappresentano la parte
interna del sistema di schiavitù, comprati e pagati ,mentre il vero
comando e gli aspetti di controllo sono rappresentati dalla
POLIZIA/ESERCITO, mastini da prima linea ed estorsori di paura per conto
di coloro che sono sopra i governi, ovvero le BANCHE/RELIGIONI e coloro
che le controllano. Le corti e i governi sono semplicemente il ripieno di
questo "sandwich" di inganno ed illusione.Senza l' abilità di
CONTRATTARE attraverso tutti I NOMI in prima linea, l'intero sistema di
controllo viene distrutto, in particolar modo coloro situati in cima alla
piramide di controllo spirituale. Senza un NOME, tutti i livelli al di sotto
vengono annientati completamente.
6.
LA TRIPLICE CORONA:comprende le città di ROMA, LONDRA E
WASHINGTON D.C. 
Rappresentano la profana trinità del 3 in 1, l'1 in 3
come illustrato chiaramente sulla Corona del Papa: la Religione per
dominare la fede, le menti e la spiritualità dell' umanità, le Corti e le
Banche per controllare il denaro/bond e la Polizia/Militari per sedare le
rivolte e agire in prima linea come "estrattori" d'anime.

7.
PRINCIPATI DELL' OSCURITA': Questa è la vera natura del gioco della
quale l'umanità intera ne è inconsapevole. Le Religioni sono state usate
per saperarti dalla Fonte portandoti ad adorare un "dio" all' esterno di te
e utlizzano il sistema del "salvatore" per rinforzare questo inganno. Il
denaro è il mezzo utilizzato per mantenere la gente nel reame fisico ed
assegnare un "valore"estrinseco ad ogni cosa quando nulla potrebbe
esistere senza la gente e la loro creatività. La morte fisica e l'ingiuria sono
i mezzi utilizzati per limitare la tua vera essenza che rappresenta l'intera
creazione in sé.
Gli strumenti impiegati comprendono la corruzione
intenzionale della pura frequenza con linguaggi, PAROLE e SCRITTURE,
dai molteplici significati delle stesse frequenze/suoni,
dividendoci e
dominandoci e dirigendo la nostra energia nelle LORO creazioni e
controllo. Queste entità NON POSSONO creare nulla dato che sono senza
anima e dunque totalmente senza potere. Loro questo lo sanno e ne
sono assolutamente terrorizzati perché per essi questo significa la rovina,
una volta per tutte. Noi siamo esseri viventi dotati di coscienza laddove
queste entità sono coscienze senza vita/anima/spirito. Essi dipendono
COMPLETAMENTE ED UNICAMENTE dal nostro consenso o dai nostri
accordi spirituali e questo viene facilmente attuato per mezzo dell'
inganno del NOME, comprando le persone, elargendo comfort per l' ego
ecc. Il loro intero castello di carte/piramide è BASATO su questo FATTO.
Noi siamo il carburante per il loro sistema/veicolo. Senza carburante
spirituale, sono finiti. La massa ignora quale sia il suo vero potere e cosa
realmente è.
Un grandissimo lavoro è stato fatto per mantere l'umanità in questo stato di
debolezza spirituale e completa ignoranza: corrompere le antiche verità, ri-
scrivere il nostro passato ed insegnarlo nelle scuole, nelle chiese e in tutti i
livelli accademici. Ripeti una menzogna alcune volte e la gente ci crederà. E'
molto più facile vendere una grande bugia alla massa piuttosto che venderla
una dopo un'altra. I media sono i mezzi principali della manipolazione e del
dirottamento del pensiero, atti a rinforzare tutte quelle menzogne inculcateci
sin da bambini.
Abbiamo un sacco di entità senz' anima su questo pianeta che occupano
posizioni di potere e di controllo , siano essi polizia, corti, media, chiese,
governi scuole, militari di TUTTI i livelli. La paura è il loro unico mezzo e una
volta che si diventa consapevoli della propria natura immortale, si diventa
intoccabili. L' ipnosi di massa è profonda ed incontrerai resistenze da parte di
amici, familiari, compagni di lavoro ecc così non cercare di risvegliare coloro

che hanno acconsentito per loro scelta ad essere morti. Le prove di tutto ciò
sono tutte intorno a noi per chi ha occhi per vedere, così spetta a loro trovarle,
non a te. Semplicemente pianta il seme e vai via. Sono come quelli che nell'
allegoria di Noé giungono all' arca troppo tardi; lasciali annegare.
Siamo sul punto di distruggere queste entità una volta per tutte e stanno
tirando fuori tutte le nefandezze, le illusioni, e la disperazione che stanno
facendo affondare la loro stessa nave; io mi limito semplicemente ad offrirli un'
ancora di salvezza.
TU e solamente TU può salvare te stesso. Lascia che la
morte sotterri la morte e forse la riceveranno ma questa non è una TUA
preoccupazione. Mantieni la rotta. Il cammino verso casa è quello della verità,
nessun' altro. La volontà di stare nella verità è soltanto la tua e nel momento in
cui ti ergerai ad essa diventerai intoccabile spiritualmente e,
conseguentemente, fisicamente. Come sopra, così sotto dopo tutto.
Non c'è nessun compromesso qui, o dentro o fuori di Babilonia. Sei padrone o
schiavo, mortale o immortale. L'anima, TE STESSO, è infinita mentre il corpo
fisico è semplicemente un computer biologico con il quale operi. Il tuo
computer è stato infiltrato e corrotto (cervello rettiliano/fusione dei
cromosomi) e separato dalla sorgente del cuore. I senza anima non possono
sperimentare compassione così non aspettartela. Sono un pò come i droidi del
film Terminator, programmati per controllare ed uccidere snza rimorso e facili
da riconoscere. Loro sono ovunque compresa la tua stessa famiglia, amici ecc.
E tutto quello che devi fare è stare attento. Lascia che l' istinto e il cuore siano
la tua guida.
Stiamo ripulendo velocemente questa realtà dai parassiti ora che la legge
universale regna suprema e che nessuno può o deve violare.
Essi sono maestri
dell'inganno così non lasciare che la tua compassione amorevole venga usata
contro di te. Questi bio-borg sono già senza vita e dipendono, come ogni
vampiro, esclusivamente dall' energia che riescono a succhiarti via, non
possono entrare nella tua realtà senza il tuo invito. Ogni utilizzo del NOME
legale è l' unico invito di cui hanno bisogno, così smettila di avere contatti con
loro e a permettere tutto questo. Diventa padrone di questo concetto ed hai
già tagliato i fili dei burattinai, riascquisendo in tal modo la capacità di essere
responsabile del tuo potere.
Per i "morti che camminano" (perché voi sapete cosa siete), il vostro tempo è
scaduto, i vostri inganni finiti e momento dopo momento venite spazzati via
dalla coscienza. Noi, anime viventi, siamo svegli, svegli e reclamiamo la nostra
realtà, quando la vostra invece non è mai esistita. In breve, si , siete spacciati.
Buone cose! Kate!!!!

http://kateofgaiatrans.wordpress.com/italiano-italian/
Versione originale inglese con video
http://kateofgaia.wordpress.com/2014/05/07/babylon-is-fallen/
Sito di Kate of Gaia
http://kateofgaia.wordpress.com/

mercoledì 2 ottobre 2013

New Age: la formula vincente per la catastrofe





Tra le mie amicizie cosiddette New Age, addirittura tra alcune carissime, mi è capitato più volte di osservare un modus operandi allarmante: la simulazione estenuante dello stare bene a tutti i costi e di essere felici.

Nel mondo New Age, molte organizzazioni o gruppi cosiddetti spirituali, guru e i soprannominati operatori di luce "rivelano" ai loro seguaci la necessità di pensare sempre positivo e di concentrarsi solo sulla luce.

Lo credo bene che chi s'imbarca in questa visione del mondo di parte non avrà mai l'aiuto vero e necessario per essere sereno, completo ed integro, rischiando così di perdere la propria autenticità e sanità mentale per la continua negazione e repressione della propria parte denominata "negativa".

Come dice il filosofo-scrittore danese Soren Kierkegaard "ci sono due modi per essere ingannati. Uno è quello di credere a ciò che non è vero, l'altro è quello di rifiutare di accettare ciò che è vero". Soffriamo perché crediamo a verità false che non sono a nostro beneficio oppure perché ci rifiutiamo di accettare la verità.

Vuoi realmente fare il lavoro su te stesso?

In tal caso, dobbiamo assolutamente andare dentro la nostra "ombra"!
L'ombra è la chiave, l'ombra è dove c'è la risposta...la nostra parte ombra, la parte ombra della società, la parte ombra del collettivo, la parte ombra individuale, nella famiglia e in ogni situazione che ci troviamo ad affrontare di volta in volta.


Solo se si prende in considerazione la nostra parte ombra possiamo trovare la vera liberazione e quella vibrazione che frantuma ogni zavorra mentale, trovando così la nostra integrità personale. Perché altrimenti concentrandosi solo sulla "luce" non ci si libererà mai spiritualmente, psicologicamente etc...e non solo, succederebbe che ci si appesantirebbe ancora di più, diventando di fatto una formula vincente per la catastrofe!

Una delle ragioni per cui la maggioranza di questi "falsi" maestri della luce indica costantemente come "la via" quella di concentrarsi solo sulla luce, è perché sa bene che in questo modo viene creato un cliente a vita visto che non si ottiene alcuna vera risposta o alcuna reale soddisfazione. Si passa così da un guru, una tecnica, un movimento, una religione, un metodo o un corso ad un altro...per l'eternità. E se non ci credi, guardati in giro!

Quando si viene abusati da qualcuno o per esempio si diventa un target di uno psicopatico puro non si riuscirà ad trovare alcun sollievo finché non si faranno i conti con l'unico dato di fatto reale ossia che l'individuo che si è approfittato o si sta approfittando non ha assolutamente alcuna "luce" in sé. Solo quando si affronta l'oscurità si può vedere la luce o meglio lo spiraglio di luce come via d'uscita, riuscendo ad uscirne fuori, liberandosi e ripristinando così la propria integrità personale!

La maggior parte dei movimenti ed ideologie della New Age sono stati corrotti ed utilizzati per condizionare le persone a non guardare ciò che è "negativo". 

Sei negativo se parli della manipolazione mentale oppure quella persona è negativa quindi bisogna evitarla...NON VEDO IL MALE, NON PARLO DEL MALE E NON ASCOLTO IL MALE. 

Questa ideologia non porterà a nulla e non aiuterà mai a capire come le cose sono realmente. La sindrome della testa sotto la sabbia dello struzzo porta solo a negare la realtà e a non vedere la verità per quello che è veramente. E' necessario affrontare il cosiddetto "negativo" ed il male iniziando da se stessi per guardare tutta la realtà e trovare così per ciascuna situazione una soluzione o una via d'uscita.
Dobbiamo cominciare a vedere ed imparare che l'imperfezione è una bella cosa e che ci permette di prendere consapevolezza dei nostri lati oscuri per poi affrontarli e migliorarli.

Infatti questo voler concentrarsi solo sulla luce è molto pericoloso perché giustifica le persone a non prendere possesso della propria ombra, allontanandoli da sé stessi e prevenendo così la possibilità di ciascuno di diventare lo sciamano di se stesso...rendendoci più facilmente programmabili e quindi controllabili. 

Per esempio la questione fondamentale con gli Stati Uniti è che, piuttosto che ammettere che sono davvero un impero malefico controllato da diaboliche multinazionali con programmi psicopatici e che sono la peggiore nazione sul pianeta chiaramente non a causa della mentalità della gente americana, ma a causa del fatto che oramai comandano le multinazionali psicopatiche, (e che cosa fanno?) preferiscono aspettare la figura salvifica tipo John Wayne che arrivi sul suo cavallo al tramonto come unico possibile rimedio ai loro mali!

Gli americani vogliono un eroe patriottico (come anche Gesù mascherato da Superman etc..) ed è per questo motivo che hanno votato appieno il culto di Obama. Piuttosto che accettare che le cose stanno andando veramente male e che dovrebbero essere profondamente cambiate alla base e che il lato oscuro degli Stati Uniti dovrebbe essere affrontato una volta per tutte estirpando e rimuovendo completamente l'inquinamento psicopatico in tutte le aree di potere (business, finanza, politica, esercito, chiesa, etc...), non vogliono confrontarsi con il lato oscuro della nazione pensando di aggiustare il tutto votando un eroe...ed è certo che questo non risolve niente, anzi!
Forse è giunta l'ora che gli americani impareranno la loro lezione poiché l'oltraggioso bugiardo Obama sta proprio cercando la catastrofe...peggio di Bush visto che quest'ultimo non si atteggiava a fare il salvatore capace di risolvere tutti i mali del mondo!
E questo perché? Perché gli Stati Uniti, in quanto nazione, non si sono ancora confrontati con la loro ombra!

Stessa situazione in Italia come d'altronde nella maggior parte dei paesi occidentali...

Finché non affrontiamo il nostro lato oscuro o la nostra ombra, eliminando la negazione della realtà, non arriveremo mai alla piena potenza individuale della nostra persona e il ripristino della nostra integrità personale. Il modus operandi psicopatico ha talmente paura del potere individuale di una persona integra, che costruirà continue visioni del mondo e figure salvifiche strategiche per evitare che l'umanità faccia individualmente il proprio lavoro. Esternare il nostro lato ombra nel collettivo della massa invece che affrontarlo metodicamente, volta dopo volta, singolarmente, ci porterà a fare il gioco degli psicopatici che raggiunta la massa possono poi imporre tutto quello che vogliono facendola diventare così una sistematica graduale ed accurata operazione scientifica. E questa sistemica operazione scientifica non è nient'altro che il prodotto del lato oscuro il quale identifica, permea il male coprendolo con una patina di bene, costringendo a continui calcoli per avere ragione nei torti più flagranti, ti fa ammalare etcc etcc etcc...    

NON FACCIAMO COME GLI STRUZZI... GUARDIAMO IN FACCIA LA REALTA', MA NON PER SPAVENTARCI (la paura va affrontata "a priori" in chiave esistenziale e "spirituale"), BENSI' PER RICAVARNE DETERMINAZIONE E CORAGGIO PER CAMBIARE LA STORIA, CHE "LORO" HANNO GIA' SCRITTO...

Ricordiamoci sempre che il potere della nostra integrità personale è fenomenale ed è essenziale per CREARE "ALTRO".



Se non si parla del male, non si vede il male o non si ascolta il male...non si è un Essere Umano Empatico e si rimane una scimmia...
Anche se "sagge", erano pur sempre solo scimmie guardiane simboliche del mausoleo dello Shogun Tokugawa Ieyasu, che da brave schiave erano incaricate di evitare che il chiacchiericcio dei visitatori alla tomba interrompesse il sonno dello Shogun.